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| Titolo:
ALCHIMIE D'AMORE E MORTE |
| Autore:
GIOVANNI BUZI |
| Genere:
NARRATIVA |
| Editore:
TABULA FATI |
| Riassunto:
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| Opinione
di Renzo Montagnoli: |
I desideri più nascosti,
le ossessioni che albergano nell’intimo di ogni essere umano
possono esplodere all’improvviso in forme e contenuti del
tutto inaspettati. Nella realtà ci capita di vedere fatti
di cronaca di una violenza inaudita, ma se si tratta di scrivere
in proposito, ricorrendo alla creatività, nessuno meglio
di Giovanni Buzi ne è capace. Autore eclettico, a volte
anche eccessivo, in questi sei racconti ha trovato il giusto equilibrio
per proporci altrettante storie di ordinaria follia che sconfinano
nel soprannaturale.
E quando si va oltre il limite della percezione umana, Buzi è
un maestro nell’inventare trame, forse di per sé
non particolarmente originali, ma privilegiate, per non dire rese
uniche, da uno stile del tutto inconfondibile che attrae inevitabilmente
il lettore.
Così è tutto un susseguirsi di visioni oniriche,
di quadri surreali, al cui risalto non poco concorre anche l’indole
artistica dell’autore per la pittura.
Un tocco di pennello qua, uno là, e i colori, sempre particolari,
concorrono a formare un caleidoscopio di immagini di rara efficacia.
Al riguardo, penso bastino due esempi:
“ Sfumatura rosa arancio su tessuto bianco. Lino tanto sottile
da sembrare impalpabile, quasi uno scherzo della luce.”
(da “ Suor Maria Degli Angeli”)
“ Verde, il colore del mantello e del cappuccio era verde
muschio, come quegli occhi.” (da “Sotterranei”).
Ecco, in entrambi i casi, chi legge vede immediatamente e faccio
notare che la descrizione non è per nulla laboriosa e si
ammanta di un’aureola di poesia; in fin dei conti avrebbe
potuto dire solo che gli occhi erano verdi, e invece l’indicazione
degli abiti identici nel colore agli occhi configura meglio il
soggetto, è un’immagine che si forma nella mente
e che vi si imprime.
Per quanto i generi dei racconti non siano simili, restano pervasi
dallo stesso alone di mistero che finisce con il legare indissolubilmente
le pagine con la naturale, spontanea curiosità del lettore.
Non sono in grado di dire quale dei sei mi sia piaciuto maggiormente,
ma forse il primo (Suor Maria degli Angeli) per l’ambientazione
e l’epoca è quello a cui vanno le mie preferenze.
Per concludere, mi preme evidenziare come sia una lettura, per
quanto intensa, anche assai piacevole.
da Renzo Montagnoli
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